di Francesco Errera
Lettori fissi
giovedì 5 marzo 2009
Fai arrossire la luna
Vento del sud,
bruno, ardente,
scendi sulla mia carne
e porti semi
di sguardi
brillanti col profumo
d’aranceti.
Fai arrossire la luna
e singhiozzare
i pioppi prigionieri, ma vieni
troppo tardi!
Ho già deposto la notte del mio racconto
nello scaffale.
Senza vento,
credimi,
gira, cuore;
gira, cuore.
Vento del nord,
orso bianco del vento!
Scendi sulla mia carne
tremante d’aurore
boreali
col tuo strascico di spettri
capitani
e ridendo
di Dante.
O pulitore di stelle!
Ma vieni
troppo tardi.
La casa dell’anima è coperta di muschio
e ho perso la chiave.
Senza vento,
credimi,
gira, cuore;
gira, cuore.
Brezze, gnomi e venti
di nessun luogo.
Zanzare della rosa
di petali a piramide.
Alisei filtrati
fra gli alberi rudi,
flauti nella burrasca
lasciatemi!
Il mio ricordo
trascina pesanti catene
e l’uccello è prigioniero
quando disegna di trilli
la sera.
Le cose che se ne vanno non tornano più.
tutti lo sanno,
e fra l’illustre moltitudine dei venti
è inutile lamentarsi.
Non è vero, pioppo, maestro di brezza?
E’ inutile lamentarsi.
Senza vento,
credimi,
gira, cuore;
gira, cuore.
Garcia Lorca
Il celebre bacio "proibito" del 1953
"Da qui all'eternita" di F.Zinnemann
mercoledì 4 marzo 2009
La notte bella
Quale canto s'e' levato stanotte
che intesse
di cristallina eco del cuore
le stelle
Quale festa sorgiva
di cuore a nozze
Sono stato
uno stagno di buio
Ora mordo
come un bambino la mammella
lo spazio
Ora sono ubriaco
d'universo
Giuseppe Ungaretti
martedì 3 marzo 2009
Dialoghi
Ho posato l'orecchio sopra il cuore
della terra.
Parlava d'amore, del suo amore
per la pioggia,
la terra.
Ho posato l'orecchio sul liquido cuore
dell'acqua.
Il mio amore, l'amore mio
è la sorgente, cantava
l'acqua.
L'ho posato sul cuore dell'albero.
Della sua folta chioma,
- l'amore suo - diceva,
l'albero
Ma quando accostai l'orecchio
all'amore stesso,
che non ha nome,
era di libertà che parlava,
l'amore.
Sherko Bekas
domenica 1 marzo 2009
Se tu non parli
Se tu non parli
riempirò il mio cuore del tuo silenzio
e lo sopporterò.
Resterò qui fermo ad aspettare come la notte
nella sua veglia stellata
con il capo chino a terra
paziente.
Ma arriverà il mattino
le ombre della notte svaniranno
e la tua voce
in rivoli dorati inonderà il cielo.
Allora le tue parole
nel canto
prenderanno ali
da tutti i miei nidi di uccelli
e le tue melodie
spunteranno come fiori
su tutti gli alberi della mia foresta.
R. Tagore