Lettori fissi

martedì 5 maggio 2009

Dolcissimi sogni miei cari e tanti baci

Psyche Sleeping.

Itaca

Quando ti metterai in viaggio per Itaca
devi augurarti che la strada sia lunga
fertile in avventure e in esperienze.
I Lestrigoni e i Ciclopi
o la furia di Nettuno non temere,
non sarà questo il genere d'incontri
se il pensiero resta alto e il sentimento
fermo guida il tuo spirito e il tuo corpo.
In Ciclopi e Lestrigoni, no certo
né nell'irato Nettuno incapperai
se non li porti dentro
se l'anima non te li mette contro.

Devi augurarti che la strada sia lunga
che i mattini d'estate siano tanti
quando nei porti - finalmente e con che gioia -
toccherai terra tu per la prima volta:
negli empori fenici indugia e acquista
madreperle coralli ebano e ambre
tutta merce fina, anche aromi
penetranti d'ogni sorta, più aromi
inebrianti che puoi,
va in molte città egizie
impara una quantità di cose dai dotti.

Sempre devi avere in mente Itaca
- raggiungerla sia il pensiero costante.
Soprattutto, non affrettare il viaggio;
fa che duri a lungo,per anni, e che da vecchio
metta piede sull'isola, tu, ricco
dei tesori accumulati per strada
senza aspettarti ricchezze da Itaca.

Itaca ti ha dato il bel viaggio,
senza di lei mai ti saresti messo
in viaggio: che cos'altro ti aspetti?

E se la trovi povera, non per questo Itaca ti avrà deluso.
Fatto ormai savio, con tutta la tua esperienza addosso
Già tu avrai capito ciò che Itaca vuole significare.


di Costantino Kavafis

domenica 3 maggio 2009

Per voi, un abbraccio

HUGS

E' oggi



E' oggi: tutto l'ieri andò cadendo
entro dita di luce e occhi di sogno,
domani arriverà con passi verdi:
nessuno arresta il fiume dell'aurora.

Nessuno arresta il fiume delle tue mani,
gli occhi dei tuoi sogni, beneamata,
sei tremito del tempo che trascorre
tra luce verticale e sole cupo,

e il cielo chiude su te le sue ali
portandoti, traendoti alle mie braccia
con puntuale, misteriosa cortesia.

Per questo canto il giorno e la luna,
il mare, il tempo, tutti i pianeti,
la tua voce diurna e la tua pelle notturna.

di Pablo Neruda

sabato 2 maggio 2009

Loreley

File:Emil Krupa-Krupinski Loreley 1899.jpg

di Emil Krupa-Krupinski

Io non so cosa voglia dire
che io sia così triste;
una favola dei tempi antichi
non mi esce dalla mente.

L'aria è fresca e fa buio
e placido scorre il Reno:
La cima del monte risplende
ai raggi del tramonto.

La bellissima vergine siede
là su, meravigliosa,
i suoi gioielli d'oro brillano,
lei pettina i suoi capelli d'oro.

Li pettina con un pettine d'oro
e nel far ciò intona un canto:
esso ha una meravigliosa,
potente melodia.

Rapisce con selvaggio dolore
il marinaio nella piccola nave:
egli non guarda più gli scogli,
guarda solo in su, verso l'alto.

Io credo che alla fine
le onde inghiottano nave e marinaio;
questo col suo cantare
ha provocato la Loreley.
 
di Heinrich Heine

venerdì 1 maggio 2009

Nel cuore

Le era entrato nel cuore.
Passando dalla strada degli occhi e delle orecchie
le era entrato nel cuore.
E lì cosa faceva?
Stava.
Abitava il suo cuore come una casa.


di Vivian Lamarque

Lady Lilith

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di Dante Gabriel Rossetti