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lunedì 12 marzo 2012

Dagli incipit i fincipit


Acquistato sabato al supermercato, si legge in pochissimo tempo, è molto divertente.

Eccovi qualche "perla":

CLASSICI

Ei fu. Siccome immobile,
pagava l'ICI.

§

M'illumino d'immenso.
Sapeste la bolletta!

§

Nel mezzo del cammin di nostra vita
mi ritrovai per una selva oscura,
chè la diritta via era smarrita.
La prossima volta guido io!

§

Silvia rimembri ancora...
Ah, no... c'hai l'Alzheimer!

§

In principio Dio creò il cielo e la terra.
Per tutto il resto c'è Mastercard!

§

Ognuno sta solo sul cuor della terra
trafitto da un raggio di sole:
da domani
protezione 20!

§

La nebbia a gl'irti colli
piovigginando sale,
ma a me che me ne frega
io vivo a Gatteo Mare!

§

Era una notte buia...
...e quindi normalissima!

§

D'in su la vetta della torre antica,
'orca putt... si scivolaaaaaa!

CANZONI

Dormi sepolto
in un campo di grano,
chè la mietitrebbia
non c'ha il freno a mano.

§

Quando i bambini fanno "Ooh"
stan sulle balle.

§

Marco se n'è andato
e non ritorna più.
Ah, no... eccolo.

§

Ho visto la gente della mia età andare via
lungo le strade che non portan mai a niente...
(A14 , vigilia di Ferragosto)

§

Prendi una donna dille che l'ami...
Ma non ti aspettare che lei ci caschi.

§

Mi piacerebbe cantar
una canzone intelligente.
Ma purtroppo mi chiamo Povia.

§

Quella sua maglietta fina
tanto stretta al punto che
mi immaginavo tutto.
Tranne che fosse un travestito.

§

Dammi il tuo amore
non chiedermi nient...
Come, cento euro?!

Buon inizio di settimana a tutti.

Un abbraccio!

martedì 22 giugno 2010

La vera vocazione di ognuno di noi


Molte volte avevo fantasticato sul mio futuro, avevo sognato ruoli che mi potevano essere destinati, poeta o profeta o pittore o qualcosa di simile. Niente di tutto ciò. Né io ero qui per fare il poeta, per predicare o dipingere, non ero qui per questo. Tutto ciò è secondario. La vera vocazione di ognuno è una sola, quella di conoscere se stessi. Uno può finire poeta o pazzo, profeta o delinquente, non è affar suo, e in fin dei conti è indifferente.
Il problema è realizzare il suo proprio destino, non un destino qualunque, e viverlo tutto fino in fondo dentro di sé.

Hermann Hesse, Demian

sabato 19 giugno 2010

Il viaggio

... il viaggio non finisce mai. Solo i viaggiatori finiscono. E anche loro possono prolungarsi in memoria, in ricordo, in narrazione. Quando il viaggiatore si è seduto sulla sabbia della spiaggia e ha detto: "non c'è altro da vedere", sapeva che non era vero. Bisogna vedere quel che non si è visto, vedere di nuovo quel che si è già visto, vedere in primavera quel che si è visto in estate, vedere di giorno quel che si è visto di notte, con il sole dove la prima volta pioveva, vedere le messi verdi, il frutto maturo, la pietra che ha cambiato posto, l'ombra che non c'era. Bisogna ritornare sui passi già dati, per ripeterli, e per tracciarvi a fianco nuovi cammini. Bisogna ricominciare il viaggio. sempre. Il viaggiatore ritorna subito.


Josè Saramago

AUGURO A TUTTI UN FELICE WEEKEND E MI SCUSO SE NON RIESCO A SALUTARVI SINGOLARMENTE, MA IN QUESTO PERIODO SONO PRESA DA ALTRI IMPEGNI.

UN ABBRACCIO CIRCOLARE E UN SORRISO

giovedì 17 giugno 2010

Quante volte diciamo domani?

Intanto, si sentivano all'inizio, alla vigilia di ogni cosa. Domani, tutto sarebbe stato ancor meglio! Ma i giorni passavano, la vita passava, e il meglio non arrivava. Quei domani continuamente attesi, e che continuamente, chissà perché, deludevano, erano ciò che alla fine faceva sfiorire la gioventù.

Irène Némirovsky, Due.

Con il passare degli anni ci rendiamo conto che la nostra vita è stata un susseguirsi di tanti domani..

sabato 20 febbraio 2010

E crescendo impari..

E crescendo impari che la felicità non e' quella delle grandi cose.


Non e' quella che si insegue a vent'anni, quando, come gladiatori si combatte il mondo per uscirne vittoriosi...

La felicità non e' quella che affannosamente si insegue credendo che l'amore sia tutto o niente,...

non e' quella delle emozioni forti che fanno il "botto" e che esplodono fuori con tuoni spettacolari...


la felicità non e' quella di grattacieli da scalare, di sfide da vincere mettendosi continuamente alla prova.



Crescendo, impari che la felicità e' fatta di cose piccole ma preziose....



...e impari che il profumo del caffè al mattino e' un piccolo rituale di felicità, che bastano le note di una canzone, le sensazioni di un libro dai colori che scaldano il cuore, che bastano gli aromi di una cucina, la poesia dei pittori della felicità, che basta il muso del tuo gatto o del tuo cane per sentire una felicità lieve. E impari che la felicità e' fatta di emozioni in punta di piedi, di piccole esplosioni che in sordina allargano il cuore, che le stelle ti possono commuovere e il sole far brillare gli occhi,



e impari che un campo di girasoli sa illuminarti il volto, che il profumo della primavera ti sveglia dall'inverno, e che sederti a leggere all'ombra di un albero rilassa e libera i pensieri.



E impari che l'amore e' fatto di sensazioni delicate, di piccole scintille allo stomaco, di presenze vicine anche se lontane, e impari che il tempo si dilata e che quei 5 minuti sono preziosi e lunghi più di tante ore,



e impari che basta chiudere gli occhi, accendere i sensi, sfornellare in cucina, leggere una poesia, scrivere su un libro o guardare una foto per annullare il tempo e le distanze ed essere con chi ami.



E impari che sentire una voce al telefono, ricevere un messaggio inaspettato, sono piccolo attimi felici.



E impari ad avere, nel cassetto e nel cuore, sogni piccoli ma preziosi.




E impari che tenere in braccio un bimbo e' una deliziosa felicità.




E impari che i regali più grandi sono quelli che parlano delle persone che ami...



E impari che c'e' felicità anche in quella urgenza di scrivere su un foglio i tuoi pensieri, che c'e' qualcosa di amaramente felice anche nella malinconia.



E impari che nonostante le tue difese,



nonostante il tuo volere o il tuo destino,



in ogni gabbiano che vola c'e' nel cuore un piccolo-grande



Jonathan Livingston.



E impari quanto sia bella e grandiosa la semplicità.


 


Richard Bach, scrittore e pilota di aerei, è l'autore di molti libri che sono rapidamente diventati dei bestseller fra cui

Il gabbiano Jonathan Levingston, Le ali del tempo, Nessun luogo è lontano e Illusioni.

Richard Bach vive fuori di Seattle, Washington ed è ancora pilota del suo piccolo aereo sul quale sale ogni volta che ne ha la possibilità.

Jonathan Livingston Seagull - Be

 

giovedì 21 gennaio 2010

Ho scoperto di essere una libridinosa e voi?

“...Il “libridinoso”  lo si riconosce da come rallenta davanti a una libreria: non appena avverte la presenza di una grossa concentrazione di carta stampata, si blocca, dà uno sguardo morboso alla vetrina, vorrebbe allontanarsi a non ce la fa,esita ancora un poco, pialla fine,gettata la spugna, entra e si precipita verso il banco. Magari quel giorno ha anche un po' di fretta, un appuntamento di lavoro o d’amore, ma la tentazione è più forte di qualsiasi altro impegno: una forza sconosciuta lo scaraventa all’interno, lo costringe ad aggirarsi fra i banchi, a guardare freneticamente i titoli, i colori, le copertine e le fascette con le tirature. Cos’è che sta cercando con tanta disperazione? Ha forse bisogno di comprare qualche libro in particolare? Vuole informarsi sulle ultime novità editoriali?

Niente di tutto questo: il “libridinoso” è semplicemente attratto dalla presenza dei libri, vorrebbe toccarne il più alto numero possibile, e, nei casi più gravi, vorrebbe annusarli.
Amare un libro,con solo per il contenuto, ma soprattutto per la sua fisicità, per il suo essere materia tangibile, è una malattia come un’altra. Per gli individui affetti da questo morbo il libro, una volta letto, cessa di essere una delle tante copie in circolazione di un testo e diventa parte integrante del proprio corpo, e come tale, non può essere più ceduto in prestito a nessuno. E’ memoria viva, è carne della propria carne, è deposito distaccato dell’anima. Il vizioso di solito, quando legge, sottolinea i passi preferiti. E’ un modo come un altro per marchiare un testo, permetterci sopra la propria firma. Chi sottolinea una frase non lo fa per rintracciarla un domani più facilmente, ma solo per rendere visibile il suo gradimento. Quasi a significare: qui mi sono emozionato e voglio che si veda.
A volte il “libridinoso” si affeziona perfino ai libri che disprezza. Se qualcuno gli regala il romanzo di uno scrittore che non ama, lui, diligentemente, lo ripone in uno scaffale e lo abbandona per sempre alla polvere: non ne leggerà mai una pagina, ma non avrà nemmeno il coraggio di buttarlo via. Bello o brutto che sia resta sempre un libro, e, in quanto tale, un oggetto da rispettare. Riflettiamo un attimo sull’utilità di una biblioteca domestica. Oggi una famiglia di buona cultura, tra romanzi, saggi e strenne natalizie, finisce quasi sempre con l’accumulare un migliaio di titoli: come dire un paio di metri cubi di casa da destinare ai libri natural durante.

D’altra parte, come dice Ignazio Buttitta ”UNA CASA SENZA LIBRI E’ UNA STALLA”.  Ci si chiede: ma è poi così importante  averli tutti a portata di mano? Quanti di essi verranno riletti? Che probabilità ha un romanzo come “Delitto e castigo”di essere riletto? Praticamente nessuna, eppure guai a chi ce li tocca! Se per caso un amico ce lo chiede in prestito lo guardiamo con odio:sicuri che non ce lo restituirà mai, preferiremmo dargli direttamente i soldi del prezzo di copertina piuttosto che vederlo uscire con il nostro libro sotto il braccio. Qualcuno potrebbe obiettare,che a meno di manoscritti rari o di testi introvabili,in caso di mancata restituzione potremmo sempre ricomprarne un’altra copia. Si, a non sarebbe più quel libro, quello sul quale abbiamo letto e ci siamo emozionati……..”

Da Mi ha preso una”libridine”,capitolo dal romanzo di Luciano De Crescenzo: “Il Caffè sospeso”

Ho trovato questo capitolo del libro meraviglioso e mi ci sono rispecchiata in pieno…. Tuttavia tutto il libro è molto interessante, scorrevole, piacevole e sicuramente mi ha fatto apprezzare ancora di più l'autore che già ammiro molto.