Lettori fissi

martedì 12 gennaio 2010

Il tempo scorre..

Nasco e partono le ore

Un orologio

è il regalo della Vita.

 

Sul quadrante

fra le lancette: il mio viso.

 

Quanti giorni, anni…

giorni e sere

primavere o inverni

saranno scanditi?

 

Quante volte vorrò che rallenti

quasi a sospendere

 il Tempo

 

Rimanere così

Sospesa

nell’irreale di attimi supremi.

 

Quante volte vorrò

che corra a perdifiato

fino a fermarsi per la stanchezza.

 

Il suo ticchettio ritmico

non esita mai

nulla lo commuove

nulla lo rallegra.

 

E’ solo il vivere del mio Tempo

di cui conosco l’inizio

vivo il presente.

Sconosciuta l’ora della fine

domenica 10 gennaio 2010

La leggenda della Donna-lupo

In una piccola e serena tribù del nord viveva una giovane donna innamorata di un guerriero che aveva contato molti colpi.

Al tempo si diceva che sulle rive del vicino lago, nelle notti di plenilunio, si potesse vedere un lupo trasformarsi in una splendida donna.
La voce arrivò anche al guerriero che decise di trascorrere ogni notte di plenilunio sulla riva del lago per tentare di vedere la "Donna-Lupo".

La giovane donna era sempre gentile con il guerriero e al di lui cospetto tutti i membri della tribù notavano l'illuminarsi in volto della donna, tutti tranne il guerriero, che mai si soffermava a contemplare il suo sguardo.
Il guerriero era troppo intento a vantarsi della caccia con gli amici e a dire che avrebbe visto la Donna-Lupo per primo per accorgersi dei sentimenti della giovane donna, ma lei pazientava in silenzio.
Una notte di plenilunio il guerriero seguì un bagliore nel buio, fino a vedere il lupo trasformarsi nella donna più bella che avesse mai visto.

Incantato dalla visione, il guerriero cadde in ginocchio davanti a lei e se ne innamorò all'istante.
Lei non proferì verbo, ma sorrise emanando una calda luce in direzione del guerriero, poi scomparve mentre lui chiuse gli occhi, non potendo sostenere la visione.

L'indomani il guerriero tornò al villaggio raccontando d'aver visto la Donna-Lupo, di quanto fosse bella e che il suo cuore ormai le apparteneva.
La giovane donna chiese al guerriero cosa mai avesse di così speciale quella Donna-Lupo, ma lui non le seppe rispondere, non lo sapeva proprio descrivere a parole.
Il plenilunio seguente, il guerriero tornò al lago, attendendo fiducioso l'arrivo della Donna-Lupo e lei arrivò.

"Cosa ti porta qua guerriero?"-Domandò lei. 

"Tu,sono qua per te"-Rispose entusiasta lui.

"Dimmi,vieni a me per chiedere o per donare?"-Domandò Donna-Lupo divertita.

"Sono qua per donarti il mio cuore e il mio braccio e per chiederti di essere la mia compagna"-Replicò il guerriero sorridendo.

"Quando riuscirai a vedermi accetterò il tuo dono, ed asseconderò la tua richiesta"-Rispose lei scomparendo all'istante.

Il guerriero tornò all'accampamento pensieroso, la donna gli si avvicinò, avendo intuito i suoi turbamenti e gli domandò se lo potesse aiutare.
Bruscamente il guerriero la mandò via, dicendole che la sua era solo gelosia verso la Donna-Lupo e che non voleva aiutarlo, ma solo confonderlo ulteriormente; la donna se ne andò in silenzio, serena in volto e tornò a svolgere i suoi compiti.
Al terzo plenilunio il guerriero tornò al lago, la Donna-Lupo apparve e senza indugio lui le disse che la vedeva benissimo.
La Donna-Lupo sorrise abbassando lo sguardo scuotendo lievemente il capo e senza rispondere sparì, cosi il guerriero tornò all'accampamento molto dispiaciuto.
L'uomo si aspettava come sempre, di vedersi arrivare incontro la giovane donna, ma lei quella volta non arrivò; il guerriero non capiva il motivo ma sapeva solo che la doveva cercare, così andò nella sua tenda, ma la trovò vuota.
A terra,nella tenda, c'era solo una pelle di lupo è un pezzo di corteccia con inciso un messaggio:

"Se mi avessi veramente voluta vedere, avresti scoperto che sono sempre stata accanto a te, a tua disposizione;

anche il sole un giorno potrebbe non sorgere, ma vuoi davvero attendere quel giorno per accorgerti di lui?"

Da quel momento il guerriero imparò a porre un'attenzione consapevole verso ciò che lo circondava....e pensava alla donna perduta.

giovedì 7 gennaio 2010

Come un airone

Volerò verso di te

come airone nel suo cielo.

 

Ogni nube si aprirà

come orizzonte al sole.

 

Volerò come colori leggeri

come foglia al vento di un vecchio addio

come luce pallida

in un ultimo tramonto.

 

Volerò verso di te

scrivendo nuove parole

che leggerai in un’altra vita

in un nuovo pensiero

in un'altra illusione senza dimensione.

 

Volerò verso di te

nel tuo cielo

fino alla fine del ricordo

 

lunedì 21 dicembre 2009

Sul senso della vita

Questa riflessione  è liberamente tratta da una favola…. Che ho bisogno di raccontare e ascoltare…
Ma soprattutto crederci! Come solo una bambina… sa… credere…

Sono un ramo…
Uno come tanti…
Nacqui a primavera
tra il tepore dell’aria ed il canto degli uccelli
appartengo al grande albero della vita…
ne sono una sua piccola parte,
fui germoglio e foglie spiegate nell’aria
profumai di fiori delicati
e produssi gustosi frutti
un giorno improvviso
si staccarono,
un tonfo al cuore…
come se non bastasse
cominciai a cambiare colore
ed il vento rubò tutte le mie foglie
mi ritrovai spoglia e stanca
nella fredda stagione buia.
Non riconoscevo nel legno nudo
quel germoglio di fanciulla
che ero, che sono, che non sarò mai più?
Cominciai a cercare tutto intorno
Quel di me stessa smarrito,
e mai in fondo conosciuto…
volevo ritrovarmi…
per assomigliare…
a ciò per cui venni alla luce…
cominciai dal mattino:
“sono sola ed infreddolita…”
“conosco rami che hanno ancora tutte le foglie
chiedi a loro…”
“ma noi le abbiamo sempre avute,
chiedi ad alberi uguali a te…”
Mi rivolsi ad un ramo nudo come me:
“Ho tanto freddo anch’io, ma non so dove sono finite le nostre foglie”
Mi sentii subito compresa e meno sola
“Se le ritroverò, promesso, tornerò ad aiutarti…”
scossa impietosamente dal destino e dal vento…
proseguii sola la ricerca
“Tu che vai in ogni dove
sai trovare le mie foglie?”
“Io le porto via… è la pioggia a farle crescere…”
E mi lasciai bagnare senza risparmiarne una goccia…
Ma mi disse che sarebbero ricresciute a suo tempo
Mi rivolsi al tempo…
Si, il tempo aggiusta tutto…
Tanti giorni e tante notti…
Parlai alla notte, tacque e mi invitò a riposare…
Chiusi gli occhi ormai esausta…
E quasi per incanto
cominciai a vedere sentieri
profondi scavati nella carne…
Qualcosa si muoveva dentro di me,
circolava calda, senza fare rumore
un liquido dolce… col colore della vita…
era linfa… era dentro di me…

non occorre chiedere più nulla a nessuno,
ma insieme all’aria, all’acqua, alla terra, al tempo
e agli altri rami
le foglie sarebbero rinate…
sono già dentro di me…
da sempre… per sempre...
 

Vorrei guardare il mio mondo, il mio giorno e poi la mia notte
Attraverso questo magico sguardo….
Solo lasciando che la vita mi percorra… posso vivere la vita…
Voglio vederti, dentro di me, ogni istante,
E sentirne il sapore…
Così… non avrò più paura dell’inverno…

lunedì 14 dicembre 2009

Essere. Apparire

Apparire. Essere

Quale il confine?

Quanto di sincero, di concreto, quanto di noi stessi svela il modo di mostrarci

agli altri, nella nostra esteriorità, nel nostro apparire.

Quanto ciò sia un “travestirsi”e non un “vestirsi”del proprio io

della realta’ che e’ dentro di noi.

Qual’e’ il confine tra cio’ che si e’ e l’immagine esterna che si proietta da noi, in noi?

Volti, maschere lineamenti che emergono dal buio.

Movenze, gesti sinuosi del corpo al di sotto e oltre le vesti.

Vedo una bellezza ibrida e affascinante.

Apparenza che e’ Sostanza,

che mostra, scopre, rende visibile una parte di se.

La maschera allora, anziche’ celare

Svela..Ri-Vela..

Argomento di interesse comune mi piacerebbe conoscere

Il vostro sve-larvi e rive-larvi sempre con simpatia naturalmente!!

sabato 5 dicembre 2009

Un dono

 

Ogni dono

porto con cuore semplice

è sincera volontà d’amore.

 

Dimmi Uomo

Quanti volte hai saputo donare così?

 

Anche la carità è un dono

Ma non deve essere distratto e frettoloso.

Un denaro buttato

in un cappello che sta a terra.

 

Hai mai veramente guardato

il viso di  chi chiede: con vergogna,

gli avanzi dei nostri spiccioli?

 

Dietro quel viso, quegli occhi

c’è una  vita.

Da non giudicare, nessuno lo può fare.

Pensiamo sempre che

 c’è un dono fragile…dalla forza immane

UN  SORRISO

da regalare

 

 

mercoledì 2 dicembre 2009

Dedicata ad un'amica

Dimentica ogni passo perso

dietro ad una finestra chiusa.

Dimentica le parole scritte che non hanno mai detto t’amo.

Dimentica il suono sgraziato di una bocca arrogante,

dimentica la fredda mano che ghermisce il vuoto.

Ma non dimenticar l’Anima

abbracciala,

nutrila,

vivila

è la Tua.