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mercoledì 3 marzo 2010

Sulla sponda del fiume Piedra

So che l'amore è come le dighe:
se lasci una breccia dove possa infiltrarsi un filo d'acqua, 
a poco a poco questo fa saltare le barriere. 
E arriva un momento in cui nessuno riesce più a controllare 
la forza delle barriere.
Se le barriere crollano, 
l'amore si impossessa di tutto. 
E non importa più ciò che è possibile o impossibile, 
non importa se possiamo 
continuare ad avere la persona amata accanto a noi: 
amare significa perdere il controllo. 
Paulo Coelho

mercoledì 22 luglio 2009

I ragazzi che si amano

I ragazzi che si amano si baciano in piedi
Contro le porte della notte
E i passanti che passano li segnano a dito
Ma i ragazzi che si amano
Non ci sono per nessuno
Ed è la loro ombra soltanto
Che trema nella notte
Stimolando la rabbia dei passanti
La loro rabbia il loro disprezzo le risa la loro invidia
I ragazzi che si amano non ci sono per nessuno
Essi sono altrove molto più lontano della notte
Molto più in alto del giorno
Nell'abbagliante splendore del loro primo amore

Jaques Prevert

venerdì 19 giugno 2009

La filosofia dell'amore

Le fontane si mischiano nel fiume
e i fiumi nell'oceano,
i venti dell'azzurro si confondono
in dolce emozione;
niente nel mondo è solo;
tutte le cose per legge divina
s'incontrano e si mischiano in uno spirito.
Perché non io nel tuo?


I monti, vedi, baciano l'Azzurro
e le onde abbracciano le onde;
nessun fiore sarebbe perdonato
se disdegnasse il suo fratello;
e il sol la terra abbraccia con la luce
e i raggi della luna baciano le acque:
tutto questo baciarsi cosa vale,
se tu non baci me?

Percy Bysshe Shelley

lunedì 15 giugno 2009

Come il cibo alla vita sei per me

Come il cibo alla vita sei per me,
come alla terra acquazzoni di maggio,
e per tuo amore così mi tormento
come per l'oro suo pena l'avaro
che del possesso ora esulta, ma già
teme che i suoi tesori involi il tempo:
e ora bramo di starti unico accanto
ora che il mondo ammiri il mio piacere,
sazio talor soltanto del vederti,
poi subito affamato di uno sguardo;
e non v'è gioia ch'io tenga o insegua,
se da te non l'attendo o non m'avanza.
Così divoro e languo ognor, vorace
tutto afferrando o morendo di fame.
                
William Shakespeare (Sonetto LXXV)