Abbiamo tutti armadi colmi di stoffe colorate, trasparenti, a rete, rotte, passate di moda, profumate, vecchie... alcune colme di ricordi, altre mai portate eppure lì parte di un "tutto"... spesso però dimentichiamo di tenere sempre sulla prima gruccia che ci appare, l'abito migliore, quello che ci da la linfa, quello che ci fa respirare, quello che donne e uomini non dovrebbero mai dimenticare.
Non porta via molto spazio, non reca danno e non porta odori... eppure la sua presenza dona splendore a tutto il resto.
L'atto di guardarlo prima di metterlo è già esso stesso un rito da non dimenticare e poi... sentire sulla pelle la sua morbidezza, riempirsi le narici del suo intenso profumo... toglierlo da lì e metterselo sempre prima di ogni altra cosa... non ci sono creme, profumi, essenze, oli e quant'altro che lo possano supplire... nessuno ce lo può regalare, nessuno ce lo può rubare, ognuno ha il suo, anche chi pensa di non averlo o pensa di averlo perduto. Lui c'è... siamo noi che spesso ciechi non lo vediamo, ma lui è sempre lì pronto a nostra disposizione... sia tu uomo o donna che tu ti debba vestire per andare ad un incontro di lavoro, o semplicemente a far la spesa, o a bere un caffè con un amico... non lo devi mettere solo per "quell'incontro"... non solo.
L'abito della seduzione è un abito che si muove con te, che si stira su di te, che si profuma addosso a te... smettiamola di pensare di non possederlo... c'è e dobbiamo solo indossarlo perché poi... non ce lo toglieremo più...
Lettori fissi
martedì 27 aprile 2010
La seduzione
sabato 24 aprile 2010
Il sasso
Un giorno Diogene stava all'angolo della strada,
piegato in due dalle risate.
Il suo amico Archippo, allora, gli chiese:
" Ma che cosa hai da ridere? "
" Vedi quel sasso che c'è li in mezzo alla strada?
Da quando sono qui ci avranno inciampato già
dieci persone!
Ci sono rimaste tutte male, ma non ce n'è una,
dico una, che si sia preso il disturbo di toglierla
di mezzo in modo che non ci inciampino altre persone ".
piegato in due dalle risate.
Il suo amico Archippo, allora, gli chiese:
" Ma che cosa hai da ridere? "
" Vedi quel sasso che c'è li in mezzo alla strada?
Da quando sono qui ci avranno inciampato già
dieci persone!
Ci sono rimaste tutte male, ma non ce n'è una,
dico una, che si sia preso il disturbo di toglierla
di mezzo in modo che non ci inciampino altre persone ".
Dolce week end a tutti voi.
martedì 20 aprile 2010
Miei cari, stasera mi congedo da voi con questa saggia riflessione di John Dryden
"Gli errori, come pagliuzze, galleggiano sulla superficie.....
chi cerca perle deve tuffarsi in profondità."
Bisogna andare fino in fondo ed oltre, nelle profondità del mare
domenica 18 aprile 2010
La meta
Quando viaggiando
verrai a conoscenza di tutte le verità
e non avrai più paura di nulla,
quando tutte le strade
e tutte le cose ti verranno incontro
e tu le
accetterai,
allora
avrai il massimo
di quanto puoi avere.
Vanja Strle
sabato 17 aprile 2010
Buon week end miei cari
A provocare un sorriso è quasi sempre un altro sorriso
lascio un sorriso a tutti voi
e
un felice fine settimana
giovedì 15 aprile 2010
Supplì al telefono
I supplì al telefono sono una pietanza tipica della cucina romana. Una vera poesia per il palato..
Si chiamano così perché la mozzarella contenuta all’interno, durante la cottura si scoglie e così, dividendo il supplì a metà le due parti restano “unite” dai fili di mozzarella.
Il nome dei supplì al telefono deriverebbe dall’italianizzazione del termine francese surprise, che in italiano significa sorpresa.
I supplì al telefono sono preparati con un riso cotto in un sugo di carne. Con il riso poi si formano delle specie di polpette dalla forma un po’ allungata dove al centro viene inserito un dadino di mozzarella.
Uno dei segreti per la buona riuscita del supplì al telefono è la frittura che deve avvenire in olio bollente a 180 gradi, non devono friggere troppo altrimenti si scuriranno troppo in superficie, mentre se li terrete troppo poco immersi nell’olio non riuscirete a ottenere l’effetto "telefono". I supplì al telefono ovviamente vanno mangiati caldi altrimenti non si otterrà l’effetto filante.
Il nome dei supplì al telefono deriverebbe dall’italianizzazione del termine francese surprise, che in italiano significa sorpresa.
I supplì al telefono sono preparati con un riso cotto in un sugo di carne. Con il riso poi si formano delle specie di polpette dalla forma un po’ allungata dove al centro viene inserito un dadino di mozzarella.
Uno dei segreti per la buona riuscita del supplì al telefono è la frittura che deve avvenire in olio bollente a 180 gradi, non devono friggere troppo altrimenti si scuriranno troppo in superficie, mentre se li terrete troppo poco immersi nell’olio non riuscirete a ottenere l’effetto "telefono". I supplì al telefono ovviamente vanno mangiati caldi altrimenti non si otterrà l’effetto filante.
Questa è la ricetta che faceva mia mamma e prima di lei mia nonna...da leccarsi i baffi.
Ingredienti per circa 20 supplì:
Fegatini di pollo
60 gr
60 gr
(al posto dei fegatini, se non vi piacciono, potete usare 60 gr. di carne di maiale macinata (o 2 salcicce)
Uova
2 per legare il composto
2 per legare il composto
2 per l'impanatura
Pangrattato
q.b.
Olio di semi di arachide
per friggere
q.b.
Procedimento:
Cominciate la preparazione del supplì al telefono tritando grossolanamente i fegatini di pollo
Poi fate sciogliere in un tegame il burro con l’olio, aggiungete la cipolla tritata e la carne trita, quindi lasciate rosolare; unite i fegatini tritati.
Lasciate rosolare altri 5 minuti e poi sfumate col vino e aggiungete la passata di pomodoro.
Salate, pepate e lasciate cuocere a fuoco moderato fino a che il sugo si sarà ristretto ed addensato.
Quando il sugo sarà pronto, aggiungete il riso e, mescolando spesso, portatelo a cottura aggiungendo, quando serve, del brodo di carne fino a che il risotto apparirà asciutto e compatto.
Quando il sugo sarà pronto, aggiungete il riso e, mescolando spesso, portatelo a cottura aggiungendo, quando serve, del brodo di carne fino a che il risotto apparirà asciutto e compatto.
Spegnete il fuoco ed unite il burro e il parmigiano grattugiato; mescolate bene.
Lasciar freddare il riso su una superficie piana, in modo che i chicchi siano ben stesi. La placca del forno si presta molto bene al “riposo” del riso.
(Io preferisco lasciarlo riposare fino al giorno dopo, nel tegame coperto, il sapore risulta più gustoso.)
Quando il riso si sarà freddato unite le due uova precedentemente sbattute per legare il composto, quindi prenderne un piccolo pugno e formare una polpetta oblunga, praticare un foro con il dito, dentro al quale metterete un dadino di mozzarella, che avrete precedentemente strizzato per far fuoriuscire il siero. Richiudere bene i supplì in modo da sigillare la mozzarella al suo interno. Passare i supplì ottenuti nelle uova sbattute ed infine nel pangrattato. Friggere i supplì in abbondante olio ben caldo, in modo che si colorino da tutti i lati. A cottura ultimata asciugare l' eccesso di unto con carta da cucina. Servire i supplì ben caldi.
Un consiglio: I supplì dovranno galleggiare nell’olio, che dovrà quindi essere abbondante. Se volete evitare di utilizzare grandi quantitativi di olio, adoperate un pentolino piuttosto piccolo e alto, oppure, per maggiore comodità, utilizzate una friggitrice.
domenica 4 aprile 2010
Felice e serena Pasqua a tutti
Da me la primavera sta sbocciando in un tripudio di fiori colorati.
I petali danzano al vento, le piume degli uccelli rinnovano la lucentezza delle sfumature,
mentre i sentieri che si snodano nel bosco e lungo i campi si animano della vita dei semi
che si risvegliano silenziosamente, senza rumore, dal loro sonno nascosto nella terra.
E' il momento di lasciar sbocciare i fiori dell'anima,
di lasciare palpitare i cuori, di risate infantili,
di alimentare il respiro della volontà.
E' il momento delle danze mano nella mano,
forse talvolta sono mani eteree di sorelle antiche come il mondo,
ma nella consapevolezza che ci sono molte sorelle segrete, anime affini alla nostra,
semplici, amorevoli, tutti frutti dello stesso albero,
ma forse mai incontrate,
che danzano da sole il canto di Madre Natura eppure stringendo la nostra mano
in un forte senso di coralità.
E' il momento di dare spazio ai sogni.
ma in un sussurro timido, segreto e riservato.
E' il momento di liberasi dai rancori, lasciarli correre come nuvole trascinate dal vento e ritrovare il sorriso caldo e radioso..
Sia di pace questa festa per tutti Voi miei cari
Buona Pasqua
Iscriviti a:
Post (Atom)