Lettori fissi

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mercoledì 18 luglio 2012

GREEN HILL finalmente 'hanno chiuso!!! Vittoria!!


Per me è una bellissma notizia che farà piacere a tutte le persone che considerano gli animali degli esseri viventi con le lore gioie e le loro sofferenze e chiudere un centro che alleva cani per la vivisezione e' un atto che mi da' tanta gioia e felicità, che voglio condividere con tutti voi!

venerdì 13 luglio 2012

lunedì 30 aprile 2012

Buongiorno a tutti.

Dormito bene?
Questo delizioso cucciolotto di beegol (liberato ieri)  si, per la prima volta in vita sua!

domenica 13 novembre 2011

Scatto felino


E’ la micia che vive dalla mia vicina, non sta mai ferma (peggio di Ira), , farle questa foto è stata un’impresa.
Si chiama Pallina.

L’espressione del suo musetto è molto simpatica, un po’ enigmatica, chissà cosa mi voleva dire..

Mi sono venute in mente le parole del Nobel per la pace del 1952, Albert Schweitzer: Quando l'uomo imparerà a rispettare le creature minori, siano animali o vegetali, non occorrerà che nessuno gli insegni ad amare il suo simile.

Bella vero?

Vi auguro una splendida domenica, ricca di sorprese gioiose.

Un abbraccio e una carezza a ciascuno di voi.

domenica 30 maggio 2010

L'asino e il contadino

Un giorno l'asino di un contadino cadde in un pozzo.
L'asino continuò a ragliare sonoramente per ore,
mentre il proprietario pensava al da farsi.
Finalmente il contadino concluse che l'asino
 era ormai molto vecchio e che non serviva più a nulla, che il pozzo era ormai secco e che in qualche modo bisognava chiuderlo.
Non valeva pertanto la pena di sforzarsi per
tirare fuori l'animale dal pozzo.

Al contrario chiamò i suoi vicini perché lo aiutassero a seppellire vivo l'asino.
Ognuno di loro prese un badile e cominciò
 a buttare palate di terra dentro al pozzo.

L'asino non tardò a rendersi conto di quello che stavano facendo con lui e pianse disperatamente.
Poi, con gran sorpresa di tutti,
dopo un certo numero di palate di terra, l'asino rimase quieto.

Il contadino alla fine guardò verso il fondo del pozzo e rimase sorpreso da quello che vide.
Ad ogni palata di terra che gli cadeva addosso,
 l'asino se ne liberava, scrollandosela dalla groppa,
facendola cadere e salendoci sopra.

In questo modo, in poco tempo, tutti videro come l'asino riuscì ad arrivare fino all'imboccatura del pozzo,

oltrepassare il bordo e uscirne trottando.

Morale:

La vita ci butterà addosso molta terra, ogni tipo di terra.
Principalmente se saremo dentro un pozzo.
Il segreto per uscire dal pozzo consiste
semplicemente nello scuotersi di dosso la terra che si riceve e nel salirci sopra.

Ricordiamo le cinque regole per essere felice:

1- Libera il tuo cuore dall'odio

2- Libera la tua mente dalle preoccupazioni.

3- Semplifica la tua vita.

4- Da'di più e aspettati meno.

5- Ama di più e... accetta la terra che ti tirano addosso, poiché essa può costituire la soluzione e non il problema.

Auguro a tutti una dolce serata.

domenica 24 gennaio 2010

Buona domenica a tutti..teneramente..

Facciamo due passi?

Teneramente

vicini.

La nostra ombra si confonde

si abbraccia nel tramonto.

Siamo due vagabondi

in cerca d'acciughe.

Teneramente ci scambiamo

anche le pulci.

Ma cosa importa?

ci vogliamo bene.

 

venerdì 15 gennaio 2010

Dolce usignolo..

cantami la tua canzone..

L’inverno tace

racchiuso nelle sue lacrime di gelo.

 

Lascia andare il tuo canto

melodia di rugiada e brina su rose

infreddolite.

 

Canta usignolo

non esisterà più freddo.

Solo melodia e pace

 

Canta:

dove tu sei

ad ascoltar il tuo canto

ci sarò anch’io.

martedì 24 marzo 2009

Il condor



Io sono il condor, volo
su di te che cammini
e d'improvviso in un giro
di vento, penna, artigli,
ti assalto e ti innalzo
in un ciclone sibilante
di freddo tempestoso.

Alla mia torre di neve,
alla mia tana nera,
ti porto, e sola vivi,
e ti copri di penne,
e voli sopra il mondo,
immobile, nell'alto.

Donna condor, saltiamo
su questa preda rossa,
straziamo la vita
che passa palpitando
e innalziamo uniti
il nostro volo selvaggio.

Pablo Neruda

La tartaruga



Mentre, una notte, se n'annava a spasso,
la vecchia Tartaruga fece er passo
più lungo de la gamba e cascò giù
co' la casa vortata sottinsù.
Un Rospo je strillò: - Scema che sei!
Queste so' scappatelle
che costano la pelle... -
Lo so: - rispose lei - ma, prima de morì, vedo le stelle.

Trilussa

lunedì 23 marzo 2009

Gabbiani


Non so dove i gabbiani abbiano il nido,
ove trovino pace.
Io son come loro,
in perpetuo volo.
La vita la sfioro
com’essi l’acqua ad acciuffare il cibo.
E come forse anch’essi amo la quiete,
la gran quiete marina,
ma il mio destino è vivere
balenando in burrasca.


Vincenzo Cardarelli